
È questo il messaggio emerso dai due workshop di quest’estate organizzati da Fondazione Teicos a Milano e Roma, che hanno coinvolto 64 professionisti della filiera immobiliare tra progettisti, investitori, property manager e rappresentanti della PA. Tra le principali criticità individuate nei cantieri recenti, spiccano la carenza di coordinamento tra gli attori coinvolti (41%), la scarsa qualificazione di imprese e maestranze (38%) e la gestione non ottimale delle tempistiche (33%). Per migliorare la qualità non servono necessariamente materiali più costosi: secondo i partecipanti, contano soprattutto una progettazione più accurata (39%), una maggiore integrazione lungo la filiera e investimenti nella formazione. Forte convergenza anche su un punto: l’innovazione passa prima dalle persone che dalla tecnologia. Tra i nuovi KPI proposti per valutare la qualità di un immobile emergono soddisfazione degli utenti, adattabilità nel tempo, impatto sul contesto urbano e capacità di conservare valore lungo l’intero ciclo di vita.




