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La qualità dell’aria è alla base del comfort abitativo. Un report di Renovate Europe lo conferma

Articolo del 23 Marzo 2020 / Tutti le news

Ora che passiamo così tanto tempo nelle nostre case a causa di questa forzata quarantena da Coronavirus, sentiamo ancora di più l'esigenza di vivere in uno spazio confortevole, sano e luminoso.

Trascorriamo circa il 90% del nostro tempo negli edifici, al chiuso. Troppo spesso il comfort abitativo non viene valorizzato come dovrebbe e viene poco considerato l'impatto effettivo che un suo miglioramento avrebbe sulla nostra salute. La corretta regolazione di temperature e umidità, il ridimensionamento dell'inquinamento acustico e la ventilazione corretta degli ambienti sono elementi non trascurabili, in grado di determinare il nostro benessere psicofisico. Ecco alcuni dati presentati da un report pubblicato da Renovate Europe.

L'importanza della qualità dell'aria

A pregiudicare la qualità dell'aria possono essere diversi fattori: presenza di muffe, gas, fumi e allergeni o prodotti chimici utilizzati nelle attività di pulizia domestica quotidiana; questi devono essere necessariamente limitati con una corretta ventilazione degli ambienti. Secondo l'OMS circa 4,3 milioni di persone muoiono prematuramente a causa di una sovraesposizione agli inquinanti dell'aria negli spazi chiusi. Pare addirittura, secondo i dati, che la cattiva qualità dell'aria negli ambienti chiusi abbia comportato una sindrome a se stante: la "sindrome da costruzione", i cui sintomi includono mnal di testa, nausea, vertigini, irritazione alle mucose, tosse, asma, secchezza della pelle.  Gli studi suggeriscono che un terzo dei 250.000 casi di morti invernali in Europa siano causati dalle cattive condizioni abitative.

In estate la situazione non è migliore: infatti un europeo su cinque non ha la possibilità di raffrescare adeguatamente la propria casa.

L'indagine sul rapporto tra rendimento scolastico e comfort abitativo

Il Buildings Performance Institute Europe (BPIE) ha realizzato recentemente un'indagine interessante relativa al rapporto che pare esista tra il rendimento accademico dei bambini in età scolare e il comfort abitativo degli edifici scolastici. Per ogni riduzione di 1 ° C della temperatura nell'intervallo 20-32 ° C sembra migliori l'apprendimento degli studenti, con un incremento delle performance del 2,3%. Gli edifici salubri presentano temperature di 21 ° C in inverno e 26 ° C in estate. L'illuminazione diurna, quando in piena luce nelle aule, può aumentare il rendimento scolastico fino al 18% .

Per leggere l'indagine completa presentata da Renovate Europe sugli effetti della qualità dell'area negli edifici clicca qui.

 

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