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Super ecobonus e piccole medie imprese edili: una riflessione a cura di Cecilia Hugony

Articolo del 28 Luglio 2020 / Tutti le news

“Questo mercato effettivamente secondo me e non è un mercato per imprese molto piccole”, ha detto a QualEnergia.it Cecilia Hugony. “Le aziende molto piccole devono farsi supportare o comunque lavorare in subappalto, ma ci vuole una struttura aziendale di un certo livello. Finora, un’impresa piccolina magari faceva un lavoro da 300.000 euro, ci metteva un anno, con una squadra di tre operai e un geometra che veniva anche tutti i giorni per 10 minuti a vedere come andava; era un’impostazione estremamente tradizionale, per lavori anche fatti bene, ma dove il controllo del tempo non era così necessario. Con il Decreto Rilancio, la progettualità necessaria per fare interventi complessi e aderenti ai criteri stringenti di efficientamento energetico, l’entità delle cifre in gioco per tali interventi multi-tecnologici e la possibilità di fatturare il primo stato avanzamento lavori (SAL) solo dopo almeno un terzo delle opere, cambiano molto il contesto in cui le piccole e medie imprese italiane sono abituate a muoversi. Potendo fatturare la prima volta solo dopo aver fatto il 30% dei lavori, quello che bisogna fare è concentrare e accelerare la produzione in modo tale che io possa ridurre il tempo in cui devo essere finanziato”

Insomma, per usufruire del super ecobonus, servire bene il cliente e trarre giovamento è necessario garantire un’organizzazione progettuale e di cantiere superiore a quella di tante piccole e medie imprese  e "sono poche quelle che hanno fatto dei grossi investimenti per avere un pacchetto completo dal punto di vista legale, contrattuale, fiscale, tecnico e appunto di struttura". Ma l'ecobonus, per la nostra AD, va visto come uno stimolo positivo: “il settore dell’edilizia ha bisogno di essere spinto verso una maggiore professionalità, specializzazione e produttività, visti i livelli di produttività bassissima certificati da molti studi e dati. Se tutto ciò può servire ad incoraggiare le imprese ad aggregarsi, professionalizzarsi, a investire anche in manodopera intellettuale, in struttura, lo vedo positivamente, per migliorare in generale le capacità del settore”

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