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Smart building in crescita grazie alle nuove necessità di lavoro da remoto. Ecco le prospettive.

Articolo del 07 Aprile 2020 / Tutti le news

Il Politecnico di Milano presenta dati che parlano di un mercato con una crescita annua pari al 30% ma dove mancano incentivi mirati a rendere le nostre case davvero "smart"con fibra ottica e sistemi integrati.

L'associazione Smart Building Italia spiega che in queste settimane, grazie allo smart-working e alle condizioni di reclusione forzata, gli italiani stanno facendo un uso cospicuo della rete, al punto che circa 4 milioni di persone, tra lavoratori e studenti, sono sempre attivi online. Questo ha provocato un incremento del traffico pari al 20% sulla linea mobile e il raddoppio su quella residenziale.

Quanto più si vive in un'abitazione tanto più è bene che questa sia efficiente, sia in termini di confort abitativo ed energetico sia dal punto di vista della domotica.

Cosa significa fare investimenti per avere una casa smart?

L'ultimo Smart Building Report rilasciato dalla School of management del Politecnico di Milano parla di un volume di investimenti nel settore smart building attestabile intorno ai 4,7 miliardi di euro annui. Gli interventi riguarderebbero principalmente tre ambiti: impiantistica , cioè efficienza energetica, messa in sicurezza e generazione di energia (pompe di calore, impinanti fotovoltaici etc.), automation techonologies (sensoristica di rilevazione consumi) e infine piattaforme di controllo e gestione dei dati raccolti dalla sensoritsitca.

Obiettivi di questi sistemi? Sinergici a quelli della riqualificazione energetica profonda, ossia raggiungimento di un maggiore comfort abitativo e incremento dell'efficienza energetica.

Conosci il progetto SPICA di monitoraggio dei consumi avviato da Teicos e Cefriel 

a Milano? Scoprilo cliccando qui.

Qui invece trovi i risultati di monitoraggio per il condominio di via Verro a Milano.

I dati dello smart building in Italia: potenzialità inespresse

Secondo Vittorio Chiesa, direttore dell'Energy & Strategy Group, ad oggi "gli edifici sono responsabili del 40% dell'energia consumata e del 36% di emissioni CO2, perché il 35% ha più di 50 anni e quasi il 75% è considerato inefficiente. La riqualificazione - continua- ricopre un ruolo fondamentale per raggiungere gli obiettivi energetici prefissati da Bruxelles, perché si stima che possa ridurre del 5-6% i consumi primari di energia in Europa". Gli investimenti, per quanto in crescita, risultano comunque ridotti rispetto al potenziale complessivo del parco edile italiano e troppo spesso, nei casi di intervento di riqualificazione in cui si sceglie una soluzione tecnologica, questa non è "smart" al 100%.

Benché da anni esistano sgravi importanti sugli interventi di efficienza energetica, secondo Chiesa ci sono ancora problemi di normativa. "Ad esempio - spiega- non ci sono ancora forme di incentivazione per la banda larga: considerando che solo il 12% della popolazione italiana ha accesso alla fibra, contro una media europea del 55%, questo dovrebbe rivestire un ruolo prioritario in futuro".

 

 

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