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Sei mesi per arrivare alla firma del contratto di cessione

Articolo del 15 Marzo 2021 / Tutti le news

"La prima operazione l’abbiamo portata in banca a settembre, ma il contratto con la banca per il prestito ponte e per cedere il credito è stato firmato solo da pochi giorni, per la precisione il 9 di marzo - racconta Cecilia Hugony, amministratore delegato della Teicos, azienda attiva nel settore delle riqualificazioni, che ha già 11 cantieri in corso con il Superbonus 110%. «Sulla carta, il meccanismo ideato è perfetto - aggiunge -. Nel concreto, a fronte di una notevole crescita della domanda dello sconto in fattura, l’offerta non è in grado di assorbirla. Per ragioni legate soprattutto alla mancanza di capitalizzazione e accesso al credito». Come racconta il ceo di Teicos e come confermano anche altre realtà oltre alla lentezza di avvio delle procedure, c’è un problema legato alla scarsità di informazioni chiare sul processo, per esempio sul limite massimo di compensazione che le banche, per ogni stato avanzamento lavori, sono disponibili a riconoscere. «Nel caso della nostra prima operazione - prosegue Hugony - dopo i mesi di attesa per imparare, insieme alla banca, la procedura, ci siamo trovati di fronte all’evidenza che l’istituto era disponibile ad acquistare solo il 30% del totale del credito generato dal contratto quando  oggi noi avevamo ricevuto per lo stesso stato avanzamento lavori il 59% dell’investimento». Oltre alle difficoltà legate alla cessione del credito, si aggiunge quella del finanziamento degli interventi fino alla maturazione dello stato avanzamento lavori. Le banche effettuano una valutazione sul merito creditizio di ogni singola realtà. Quando la cessione del credito si riferiva solo alla versione ristretta dell’Ecobonus, l’impresa doveva farsi finanziare una percentuale ridotta del fatturato. Ora, se tutto va in cessione, la richiesta di supporto finanziario crescere di gran lunga ad oltre la metà del fatturato, se non addirittura sul 100%, rendendo insostenibile la situazione. Per di più la valutazione viene fatta sul 2020, anno della pandemia e del blocco dei cantieri. In questa situazione, chi arriva ad ottenere il credito, non ha più la forza di contrattare i tassi».

 

 

 

 

 

 

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